martedì 29 giugno 2010

Elettrodotto di Terna Spa Montenegro/Italia: tempi lunghi..lunghissimi

................ci sarebbero prezzi più bassi per imprese e consumatori grazie alla riduzione degli oneri di sistema e alla maggiore concorrenza. Inoltre tempi brevi permetterebbero a Terna di evitare che il suo piano strategico rimanga una sorta di libro dei sogni: i progetti in Calabria e Emilia (appena un anno di ritardo rispetto alle prescrizioni di legge) non sembrano all' ordine del giorno. Ancor più avveniristici suonano le interconnessioni con la Francia e il Montenegro. Per questi due elettrodotti siamo appena all' istruttoria presso il ministero dello Sviluppo Economico, tuttora senza una guida politica. Gli accordi trovati con i due governi e la prospettiva d' importare elettricità a costi molto più bassi rispetto ai livelli nazionali sono punti a "sfavore" della realizzazione. Oltre ai ritardi burocratici immaginabili ci sarà anche la pressione degli operatori nazionali (per quanto dietro l' avventura in Montenegro ci sia l' italianissima A2A) per aspettare che la domanda elettrica nazionale torni ai livelli precrisi in modo da riassorbire gli squilibri di eccesso di offerta. Nel 2009 la potenza installata è aumentata del 5% superando i 100 Gw mentre i consumi totali sono scesi del 6,4%. Il futuro immediato dunque si prospetta come una lotta impari tra l' opportunità di trasformare in risparmio i tanti investimenti fatti nelle centrali elettriche dell' ultimo decennio, contro l' interesse dei produttori a non eliminare i colli di bottiglia per difendere rendite e margini in tempi di bassi consumi. A fare da arbitro una politica e una burocrazia che storicamente non brillano per solerzia e tempestività (o insensibilità alle pressioni delle lobby industriali). Il tutto lasciando sullo sfondo la vera sfida che le reti elettriche saranno chiamate ad affrontare nei prossimi anni: sopportare e gestire la moltiplicazione e l' intermittenza dell' elettricità prodotta dalle centinaia di migliaia di pannelli solari e campi eolici. In Europa già si pianificano miliardi per le smart grid del ventunesimo secolo, in Italia dobbiamo ancora capire come metterci in pari con il ventesimo.

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Energia, 2 miliardi appesi a una firma
LUCA IEZZI Repubblica — 28 giugno 2010 pagina 1 sezione: AFFARI FINANZA